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sabato 6 giugno 2009

mercoledì 13 maggio 2009

Search as a form of “insurance” for investment in display advertising

Yes, that's what you can get using display advertising and search for your campaign. according to iProspect’s “Search Engine Marketing and Online Display Advertising Integration Study”, a really interesting study conducted by Forrester Research.

Relationship between search and online display is closer than many marketers might think, iProspect said, noting that internet users initially respond to online display advertising as follows:
■31% respond by directly clicking on an ad.
■27% respond by searching for the product, brand, or company by launching a search on a search engine.
■21% respond by typing the company web address into their browser and directly navigating to the website.
■9% respond by investigating the product, brand, or company through social media venues.
“The key message from this study is that online display advertising is far from dead - its 31% direct response rate confirms that,” said Robert Murray, CEO, iProspect. “However, it is interesting to see that almost as many people initially respond to display ads by performing a search as those who actually click on an ad. In essence, search becomes an alternative mechanism for internet users to respond to online display.”
you can read more about display adv redemption and CTR here

martedì 8 aprile 2008

Subsonica@Lost, plauso alla EMI Music Italia

Ho appena visto la prima puntata della 3a stagione di Lost, famosissima serie Tv FOX, trasmessa su Sky. Sigla di apertura nientemeno che "quattrodieci", nuova hit dei mitici Subsonica. Il video e' girato integrando scene e volti della serie (X vedere la sigla, cliccate qui)
Non voglio parlare troppo del video quanto fare i complimenti alla EMI Music Italia che ha trovato un intelligente e spettacolare modo di promuovere un prodotto senza farlo con il classico e non sempre efficace spot. Bravi!

A proposito di "non sempre efficace spot", (prima che qualcuno mi accusi di esser tout court contro gli spot Tv, cosa non vera), preciso che Lost e' andato in onda ieri...quando dicono che si ha sempre meno tempo di guardare la tv, mica dicono balle... io la puntata l'ho vista oggi.. W MYSky ke mi xmette di vedere la Tv quando voglio e a mo' di TIVO permette di registrare i programmi ed eventualmente skippare la pubblicita' indesiderata ;-)

sabato 15 marzo 2008

La Tv deve capire...

Sempre + spesso si sente dire che la Tv e' morta... non passa giorno senza che sfogliando la rassegna stampa aziendale non legga qualche articolo che parla del calo dei viewers...
La Tv non morira', la Tv alla fine sopravvivera' ma in quei paesi come l'Italia dove nello scenario dei media la Tv ha sempre attirato e monopolizzato grandissima parte dei bdgt advertising e dell'attenzione della popolazione, la Tv dovra' saper cambiare. la Tv deve cambiare. Anzi, la Tv deve capire. Capire proprio per cambiare...
Capire che oggi il tempo libero e' sempre meno...
capire che non sempre alle 20:30 la gente e' a casa davanti allo schermo...
capire che dal '54 ad oggi, non e' aumentato solo il numero dei canali ma i canali stessi intesi come media e non come numero di emittenti presenti sullo stesso media...
capire che oggi la parola schermo definisce tantissimi devices utili a fruire video...
capire che oggi il palinsesto e' dettato dalla nostra caotica vita e non da un'emittente...
capire che oltre a cosa vedere, io voglio decidere anche quando vedere...
capire che se voglio saltare uno spot, posso!
capire e non imporre...
La Tv deve capire che non e' + al centro della nostra attenzione. Non e' cosi' difficile capire che al centro oggi bisogna mettere la persona. Questo diagramma di Laurent Goffin parla da solo... saro' malato ma mi emoziona leggervi le relazioni tra media ed immaginare quanto ancora + ricco sara' lo scenario mediatico prossimo futuro... 



domenica 2 marzo 2008

L'inarrestabile shopping di Microsoft


A Redmond di certo il lavoro non manca, soprattutto se si lavora nel Legal. Battute a parte, tra causa ed acquisizioni Microsoft e' sempre in cima alle news e, a proposito di acquisitions, il colosso dell'informatica ha appena comprato Yadata, promettente start up Israeliana specializzata nel target advertising.
Avviata un paio di anni fa, YaData ha focalizzato la propria attività sulle tecnologie legate al targeting comportamentale, sviluppando numerose funzioni per fornire agli utenti annunci pubblicitari contestuali alle loro attività online La cifra non e' ufficiale ma rumors parlano di circa 20-30 Ml $.
Grazie a YaData, Redmond potrà implementare nuove strategie per l'advertising online, rinforzando così la propria posizione nei confronti del diretto competitor Google.

sabato 1 marzo 2008

NetVibes - New Revolution!


Ci smanetto da un po' di tempo e ne sono fermamente convinto: Netvibes e' la nuova rivoluzione della personal web experience.
Rivoluzionario perche':
  • semplice e rapido come Google, no frills!
  • aperto a tutti i social networks
  • dinamico come ognuno di noi vuol essere, puoi importarvi qualsiasi contenuto
  • e' una piattaforma aperta, puoi creare widget e apps da importare ed esportare su blog, siti e praticamente ovunque.
Queste le riflessioni da cui Tariq Krim, 34enne parigino creatore di NetVibes, e' partito per ideare questo gioiello del web2.0: "Clic dopo clic, entriamo in piste preparate da esperti in marketing e web-designer per farci visitare pagine che non ci interessano. Così sembrerebbe inutile rifugiarsi nel web per sfuggire alla dittatura della televisione che ci fa tutti uguali, spettatori e consumatori mediocri".
Niente pubblicità, nessun fastidioso pop-up, banner o highlight luminoso. Ecco perché Netvibes sarà la tua nuova homepage, dove puoi decidere tutto tu, in funzione delle tue esigenze e dei tuoi interessi.
Io lo uso da un po' e mi piace molto, lo trovo davvero facile, veloce e dinamico... Cosa ne pensate? Vi piace? aspetto i vostri commenti!

sabato 23 febbraio 2008

How much advertisers pay 4 your attention in NYC?

Ho trovato questo video sul sito di Good, un magazine di Los Angeles. Attendete il caricamento, bastano 90 secondi ma poi, il video vale il minuto e mezzo che dura ;-)

sabato 16 febbraio 2008

Chi naviga... acquista!


Occupandomi di advertising online, sento spesso dire che se un banner non da luogo ad un acquisto online... beh, allora evidentemente quell'attivita' di comunicazione e' poco efficace. E' vero? In parte si, un banner o un'attivita' di comunicazione online (parlo di banners x comodita' ma in realta' il concetto vale x tutti i tipi di comunicazione online), che da luogo ad un acquisto diretto online ripaga l'investimento ma siamo sicuri che la comunicazione che non da luogo ad un acquisto valga poi tanto meno? La risposta, secondo l'ultimo studio pubblicato da EIAA (European Interactive Advertising Association), e' no.
Seppur in modo non diretto, quel banner contribuira' in modo deciso a determinare le preferenze del consumatore che poi, seppur non necessariamente online ma magari al punto vendita, influenzeranno le preferenze del consumatore e si tradurranno in una vendita. Misurare il ritorno di questo investimento diventa ovviamente + complesso ma non per questo ci si puo' permettere di trascurarne l'importanza. Leggete i dati della ricerca e capirete perche' ;-)

La nuova ricerca di EIAA evidenzia che, dopo una ricerca sul Web, il 40% degli acquirenti online europei cambia idea sui marchi da acquistare. Gli inglesi sono più influenzati dalle informazioni disponibili su Internet (49%), mentre gli italiani sono tra quelli che più difficilmente cambiano idea (27%).

Dati per Paese:
% di chi cambia idea sul marchio da acquistare dopo una ricerca su Internet
Regno Unito 49%
Danimarca 48%
Norvegia 44%
Paesi Bassi 44%
Belgio 42%
Svezia 42%
Media europea 40%
Francia 36%
Germania 37%
Spagna 34%
Italia 27%

Oltre la metà (59%) degli acquirenti online considera i siti Web di marchi noti una fonte importante di informazioni per la ricerca o la valutazione di un prodotto o servizio, mentre i motori di ricerca sono considerati più utili (76%) delle segnalazioni personali (72%). Il 61% considera i siti Web con i confronti di prezzi un'utile fonte di informazioni, mentre il 57% legge le recensioni dei clienti dei siti Web per agevolare la scelta. 

Lo studio evidenzia che, dopo una ricerca online, i consumatori europei tendono a cambiare idea quando si tratta di acquistare prodotti elettronici (il 59% ha cambiato idea sul marchio) mentre per le prenotazioni di pacchetti vacanze e viaggi ha cambiato idea il 43%.

Vendite online
L'80% degli utenti Internet europei ha acquistato online un prodotto o servizio, con un aumento del 3% rispetto al 2006 e del 100% rispetto al 2004. In effetti, in appena sei mesi, questi acquirenti online europei hanno effettuato 1,3 miliardi di acquisti, spendendo mediamente € 747 a testa.

La percentuale di acquirenti online di prodotti e servizi specifici è aumentata in modo significativo dal 2006, con un aumento del 33% per l'acquisto di cellulari, del 22% di prodotti finanziari, del 18% di mobili, del 13% di accessori per auto e dell'11% di pacchetti vacanze. L'acquisto online sia di prodotti elettronici sia di biglietti per spettacoli cinematografici è quantitativamente aumentato del 10%.

Nel complesso, gli acquisti online più diffusi sono rappresentati dai biglietti di viaggio (54%), seguiti da pacchetti vacanze (42%), libri (40%), biglietti per concerti/teatri/festival (38%), abbigliamento (33%) e prodotti elettronici (33%).

I 10 più diffusi prodotti/servizi acquistati online nel 2007:
Biglietti di viaggio 54%
Pacchetti vacanze 42%
Libri 40%
Biglietti per concerti/teatri/festival 38%
Abbigliamento 33%
Prodotti elettrici 33%
CD 23%
Biglietti cinematografici 23%
DVD 21%
Download di musica 19%

Stereotipi online?
La ricerca evidenzia le differenze tra i sessi negli acquisti online, dove le donne sono particolarmente orientate all'acquisto di abbigliamento (40% contro il 27% degli uomini) e pacchetti vacanze (46% contro il 38% degli uomini), mentre la controparte maschile è più orientata all'acquisto di dispositivi high tech (39% contro il 27% delle donne) e CD (25% contro il 20% delle donne).

martedì 11 dicembre 2007

Privacy: Ask batte Google



E' stato recentemente pubblicato da Comscore l'aggiornamento ad Ottobre 07 del Usa Search Engine Ranking. Ask.com non e' certo al top nella classifica ma e' invece in assoluto il primo motore di ricerca al mondo a permettere di effettuare ricerche senza lasciare tracce nei database dell'azienda. Il servizio, per ora gratuito, si chiama AskEraser.
Ari Schwartz, vide direttore del centro per la democrazia e la tecnologia, ha definito l'iniziativa di Ask.com "un passo avanti" nella protezione dei dati personali e nella trasparenza. Speriamo, ha aggiunto, che tale mossa possa rappresentare un buon esempio per i big del settore.
Purtroppo, la riservatezza dei dati non potra' esser assoluta. Ask infatti, grazie ad un accordo tra le societa', basa i propri annunci advertising su Google e per ottenere adwords in linea con la ricerca effettuata dall'utente, dovra' comunque continuare a comunicare al gigante di Mountain View i risultati delle ricerche... e di queste infos, nessuno puo' garantire la cancellazione...

...insomma: privacy si, ma fino ad un certo punto.

domenica 9 dicembre 2007

Facebook si scusa


Mark Zuckerberg, il 23enne fondatore di Facebook si e' scusato pubblicamente con gli utenti del Social Network piu' diffuso al mondo per il modo in cui e' stato lanciato il nuovo sistema advertising: "Beacon".
L'Adv Software tracciava lo shopping online fatto dagli utenti su siti partner (tra i quali CocaCola, BlockBuster e Sony Picture) e poi vendeva adv al Network, basandosi sulle preferenze registrate durante gli acquisti.
Questo meccanismo ha fatto arrabbiare molti utenti soprattutto perche' proposto nella sola modalita' opt-out. Piu' di 50.000 le firme raccolte in pochi giorni da una petizione spontanea attivata dagli utenti del Social Network. Non intervenire sarebbe stato pericoloso e cosi', l'intraprendente Mark oltre a chiedere scusa ha fatto modificare Beacon che ora e' disponibile in versione opt-out ed e' persino disattivabile completamente. Sara' abbastanza? molti non la pensano cosi... tra questi, c'e' persino chi si chiede se pur disattivando il software, Facebook non raccolga cmq informazioni sugli acquisti online effettuati dagli utenti...
E' in gioco molto piu' della sola ed importantissima privacy e questo lo hanno capito in molti.
Gli altri Social Network dovrebbero fare tesoro di questa severa reazione degli utenti e, speriamo, apprendere la lezione ;-)