There’s no denying that finding a job in today’s market is a challenge. So what can you do to up your chances of landing the right position? According to CareerBuilder, you better keep a clean Facebook page. Why? Read more here
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lunedì 24 agosto 2009
martedì 12 maggio 2009
...il potere occulto delle PR
Bene o male purchè se ne parli...
Sciatore nepalese disperso su Alpi trovato con Facebook a Parigi
Reuters - 12/05/2009 11:37:30
PARIGI, 12 maggio (Reuters) - Uno sciatore nepalese che era scomparso mentre con la sua squadra sportiva si trovava sulle Alpi è stato ritrovato a Parigi dopo due settimane, con una campagna lanciata sul sito di social networking Facebook. Lo ha annunciato ieri la sua squadra.
Uttam Rayamajhi, 17 anni, era scomparso dalla sua squadra di sci nepalese dalla base di Les Arcs, senza soldi nè vestiti.
"E' stato trovato per le strade di Parigi dopo esser stato riconosciuto in seguito ad una
campagna per rintracciarlo lanciata su Facebook", ha detto la squadra in una dichiarazione.
"Il teenager ha vissuto allo stato brado dopo aver percorso a piedi centinaia di chilometri attraverso la Francia, sopravvivendo grazie all'aiuto delle persone ... uno straniero lo ha avvisato della campagna su Facebook mostrandogli le notizie su Internet... oltre 400 amici e volontari hanno partecipato alla campagna in meno di una settimana".
Il team manager Richard Morley ha detto a Reuters che Rayamajhi era estremamente provato dopo lo scioglimento della squadra di sci nepalese in seguito ad una controversia sui fondi con il compitato olimpico nepalese.
"Uttam ha accettato di tornare alla squadra quando ha capito che la sua sparizione stava mettendo in pericolo il finanziamento e la partecipazione del suo compagno di squadra Shyam Dhakal ai Giochi Olimpici del 2010 a Vancouver", ha spiegato la squadra.
Morley, uomo d'affari britannico ed ex sciatore, ha lanciato nel 1997 la squadra di sci alpino del Nepal su richiesta del re Birendra, che regna sullo stato himalayano.
Sciatore nepalese disperso su Alpi trovato con Facebook a Parigi
Reuters - 12/05/2009 11:37:30
PARIGI, 12 maggio (Reuters) - Uno sciatore nepalese che era scomparso mentre con la sua squadra sportiva si trovava sulle Alpi è stato ritrovato a Parigi dopo due settimane, con una campagna lanciata sul sito di social networking Facebook. Lo ha annunciato ieri la sua squadra.
Uttam Rayamajhi, 17 anni, era scomparso dalla sua squadra di sci nepalese dalla base di Les Arcs, senza soldi nè vestiti.
"E' stato trovato per le strade di Parigi dopo esser stato riconosciuto in seguito ad una
campagna per rintracciarlo lanciata su Facebook", ha detto la squadra in una dichiarazione.
"Il teenager ha vissuto allo stato brado dopo aver percorso a piedi centinaia di chilometri attraverso la Francia, sopravvivendo grazie all'aiuto delle persone ... uno straniero lo ha avvisato della campagna su Facebook mostrandogli le notizie su Internet... oltre 400 amici e volontari hanno partecipato alla campagna in meno di una settimana".
Il team manager Richard Morley ha detto a Reuters che Rayamajhi era estremamente provato dopo lo scioglimento della squadra di sci nepalese in seguito ad una controversia sui fondi con il compitato olimpico nepalese.
"Uttam ha accettato di tornare alla squadra quando ha capito che la sua sparizione stava mettendo in pericolo il finanziamento e la partecipazione del suo compagno di squadra Shyam Dhakal ai Giochi Olimpici del 2010 a Vancouver", ha spiegato la squadra.
Morley, uomo d'affari britannico ed ex sciatore, ha lanciato nel 1997 la squadra di sci alpino del Nepal su richiesta del re Birendra, che regna sullo stato himalayano.
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domenica 14 dicembre 2008
Due risate su Facebook
Su Facebook se ne dicono tante...troppe forse.. rilassiamoci e facciamoci su 2 belle risate...
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lunedì 1 dicembre 2008
Your Website goes social!

“Everyone is looking for ways to make their Web sites more social. They can build their own social capabilities, but what will be more useful for them is building on top of a social system that people are already wedded to.”
Facebook Connect allows its members to log onto other Web sites using their Facebook identification and see their friends’ activities on those sites.
Some others websites like Yahoo and Myspace announced similar programs this year...but, you know, Facebook which is using its own data-sharing technology, is slightly ahead of its rivals...
Source: NYTimes
Some others websites like Yahoo and Myspace announced similar programs this year...but, you know, Facebook which is using its own data-sharing technology, is slightly ahead of its rivals...
Source: NYTimes
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lunedì 24 novembre 2008
Una canzone su Facebook: ammazzati dalle risate!!
Te Taggo su Facebook scritta da BellaPapero non e' solo una canzone, non e' solo una "cover" del grande Ligabue ma e' molto di piu'... prendetevi 2 minuti e ammazzatevi dalle risate!
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mercoledì 19 novembre 2008
"Basta adv su Facebook"

Parlando lo scorso weekend durante una conferenza a Cincinnati, McConnell ha detto: «Non mi piace questa situazione sia come avvocato dei consumatori, sia come pubblicitario». Nonostante creda fortemente nel valore delle applicazioni di Facebook, McConnell ha detto che non pensa che P&G debba continuare ad acquistare banner adv sul social network.
Il manager ha ammonito gli advertiser a essere cauti nell’invadere gli spazi personali dei clienti all’interno dei social network: «Non capisco perché continuiamo a definire Facebook un consumer generated media. I consumatori non avevano intenzione di creare un media, ma semplicemente di parlare tra loro».
SEI D'ACCORDO CON Mc CONNELL?
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martedì 8 luglio 2008
Do you wanna be my friend? That's Facebook
As probably many of you, i also received a link to this video... don't miss it if you want know better what facebook is...
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martedì 24 giugno 2008
Rank your best friends
Yes, it looks strange but thanks FriendRank you can rank your friends. The company scans data about your activities on Facebook and other social networks, infers who your best friends are, and ranks them. Then the company exploits that ranking to serve you relevant ads.
Social banner would ask which of your close Facebook friends, among a short list, you’d like to invite to see the movie. Or a social banner might inform you that a friend Jim just ranked Iron Man with three stars, and it might ask to “click here to buy tickets at Fandango.”
See image below, which shows the example of an ad, with friends on the top right.

Till now, Facebook has used its own news feed to display advertising to users and is said to be working internally on using your friendship network to serve ads, but it hasn’t offered any feature with an explicit friend ranking like this. Myspace, in turn, offers what it calls hypertargeted ads, but it doesn’t go as far as tracking your friendships.
venerdì 16 maggio 2008
Opinioni che influenzano gli acquisti

Quanto le opinioni lette su internet influenzano le scelte di acquisto?
Circa l'11% degli intervistati ha risposto molto, da un 45% ad un 56% a seconda che le abbia lette su un Social Network o su un Forum. I prodotti maggiormente acquistati dopo aver consultato un forum/newsgroup, blog o social network sono nell’ordine: cellulari, intrattenimento (libri, cinema, musica), vacanze, elettronica di consumo.
Questi alcuni dei risultati di un interessante studio condotto da Millward Brown Delfo Italia su un campione di 5.000 persone rappresentativo della popolazione Italiana. Altri interessanti dati presentati durante la manifestazione "Il nuovo potere dei consumatori sul web" organizzato da Hill&Knowlton a Roma il 6 Maggio scorso. Tra gli altri interventi, quello di Salvatore Ippolito (Sales Director di Microsoft Digital Advertising Solution) il cui titolo era "L’advertising e le opportunità offerte dalle nuove forme di comunicazione in Rete, Da Windows Live Messenger a Facebook, un’analisi di come il mondo dell’advertising può fare levarge sugli strumenti di social networking" della quale ad esser sincero mi piacerebbe tanto legger qualche estratto... in rete non ho trovato nulla stasera...chissa' che qualcuno non riesca a soddisfare questo mio desiderio...
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giovedì 27 dicembre 2007
Ribbit: la nuova frontiera del Voip

Ribbit was invented because we understand a new world of communication is coming but we didn’t see who was going to create the products and tools to make it a reality. Ribbit is “an open platform for telephony innovation”, meaning we are removing the barriers that have kept telephony from evolving.
Why does it matter? Simple — The more open the technology, the more communication products we’ll see and the more choices you’ll have. More choices, better products, in less time - changing the way we all stay in touch.
E' con queste poche e semplici parole che Ribbit viene descritto sul blog dell'azianda. Gia', poche e semplici ma al contempo rivoluzionarie parole perche' portano quel messaggio di apertura che ha fatto la fortuna di molte applicazioni nate da una geniale intuizione e trasformate dagli utenti in qualcosa di "indispensabile".
Ribbit si presenta come una evoluzione del VOIP in grado di esser applicata a qualsiasi applicazione: dalla mail attraverso la quale potremo chiamare direttamente il mittente, al cliente che dal sito di e-commerce potra' contattare il customer care del merchant online. Ribbit e' una piattaforma aperta e questa probabilmente sara' la sua fortuna. Molti sviluppatori indipendenti sono gia' al lavoro per studiarne applicazioni da adottare nelle piattaforme di maggior successo (Facebook per esempio, in modo da poter chiamare direttamente un proprio contatto o farsi chiamare liberamente e a basso costo). Altr cosa interessante e' che le chiamate potrebbero partire da altri computer ma anche da normali telefoni, fissi o cellulari.
Insomma, Ribbit promette di essere davvero un'innovazione: contribuirà a disseminare di VoIP un po' tutto il web, dalle e-mail ai social network. In molti luoghi che sono ora muti nasceranno opzioni per telefonare ad altri utenti. Potrebbe diventare quindi comune, grazie a Ribbit, ricevere una e-mail di un amico e leggere nel testo "clicca qui per telefonare al mittente". Ribbit, l'ennesima gemma preziosa del florido giadino della Silicon Valley.
Registratevi qui per diventare beta-tester.
Ribbit vi conquista? votatelo qui come prodotto favorito perche' possa vincere il Crunchies 2007, il prestigioso premio promosso da TechCrunch che celebra l'applicazione o la tecnologia internet + interessante e di successo.
E' con queste poche e semplici parole che Ribbit viene descritto sul blog dell'azianda. Gia', poche e semplici ma al contempo rivoluzionarie parole perche' portano quel messaggio di apertura che ha fatto la fortuna di molte applicazioni nate da una geniale intuizione e trasformate dagli utenti in qualcosa di "indispensabile".
Ribbit si presenta come una evoluzione del VOIP in grado di esser applicata a qualsiasi applicazione: dalla mail attraverso la quale potremo chiamare direttamente il mittente, al cliente che dal sito di e-commerce potra' contattare il customer care del merchant online. Ribbit e' una piattaforma aperta e questa probabilmente sara' la sua fortuna. Molti sviluppatori indipendenti sono gia' al lavoro per studiarne applicazioni da adottare nelle piattaforme di maggior successo (Facebook per esempio, in modo da poter chiamare direttamente un proprio contatto o farsi chiamare liberamente e a basso costo). Altr cosa interessante e' che le chiamate potrebbero partire da altri computer ma anche da normali telefoni, fissi o cellulari.
Insomma, Ribbit promette di essere davvero un'innovazione: contribuirà a disseminare di VoIP un po' tutto il web, dalle e-mail ai social network. In molti luoghi che sono ora muti nasceranno opzioni per telefonare ad altri utenti. Potrebbe diventare quindi comune, grazie a Ribbit, ricevere una e-mail di un amico e leggere nel testo "clicca qui per telefonare al mittente". Ribbit, l'ennesima gemma preziosa del florido giadino della Silicon Valley.
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Ribbit vi conquista? votatelo qui come prodotto favorito perche' possa vincere il Crunchies 2007, il prestigioso premio promosso da TechCrunch che celebra l'applicazione o la tecnologia internet + interessante e di successo.
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domenica 9 dicembre 2007
Facebook si scusa

Mark Zuckerberg, il 23enne fondatore di Facebook si e' scusato pubblicamente con gli utenti del Social Network piu' diffuso al mondo per il modo in cui e' stato lanciato il nuovo sistema advertising: "Beacon".
L'Adv Software tracciava lo shopping online fatto dagli utenti su siti partner (tra i quali CocaCola, BlockBuster e Sony Picture) e poi vendeva adv al Network, basandosi sulle preferenze registrate durante gli acquisti.
Questo meccanismo ha fatto arrabbiare molti utenti soprattutto perche' proposto nella sola modalita' opt-out. Piu' di 50.000 le firme raccolte in pochi giorni da una petizione spontanea attivata dagli utenti del Social Network. Non intervenire sarebbe stato pericoloso e cosi', l'intraprendente Mark oltre a chiedere scusa ha fatto modificare Beacon che ora e' disponibile in versione opt-out ed e' persino disattivabile completamente. Sara' abbastanza? molti non la pensano cosi... tra questi, c'e' persino chi si chiede se pur disattivando il software, Facebook non raccolga cmq informazioni sugli acquisti online effettuati dagli utenti...
E' in gioco molto piu' della sola ed importantissima privacy e questo lo hanno capito in molti.
Gli altri Social Network dovrebbero fare tesoro di questa severa reazione degli utenti e, speriamo, apprendere la lezione ;-)
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mercoledì 28 novembre 2007
Web 3.0, chissa'

...che il web 2.0 abbia riportato utenti, investitori e giusta considerazione al media online nello scenario dei mezzi di comunicazione, e' un fatto. Ma perche' e come e' sato possibile muovere tale fenomeno in cosi' breve tempo?
Molte sono in effetti le leve che insieme hanno contribuito alla "rivoluzione" 2.0. C'e' chi afferma che la maggior diffusione della banda larga abbia consentito la crescita del bacino utenti (IAB parla di circa 22-23 Ml in Italia) e la profondita' di utilizzo della rete e questo, e' certamente vero. Altri sostengono che a coinvolgere "le masse" sia stata la possibilita' di rappresentare se stessi in rete, di dire la propria di partecipare alla rete.. immancabile quindi la citazione dei servizi + noti e diffusi quali Facebook, MySpace, Flickr e molti altri. Anche questo e' un fatto incontrastabile. Ma nessuno o forse pochi, osano pensare a cosa verra' dopo questo momento incredibile che oggi stiamo vivendo. In effetti e' giusto godersi il momento, raccogliere i frutti di tanto duro lavoro fatto dal 2001 ad oggi per convincere utenti ed investitori che il web non e' quel mostro che in tanti, dallo sboom in poi, hanno cercato di far credere pero', non interrogarsi su come potranno evolvere le cose e' un atteggiamento miope che il + moderno e veloce dei media non puo' permettersi.
Ho letto una intervista a Maurizio Decina (prof. ordinario di Telecomunicazioni al Politecnico di Milano nonche' immancabilmente membro del Cda di diverse Aziende tra cui Telecom,Tiscali,INet etc etc.) nella quale, oltre a considerare poco utile la famosa "rivoluzione dal basso" ke ha portato milioni di utenti a fare l'informazione e a rappresentarsi in rete, sostiene che il futuro di internet sara' il web semantico, la possibilita' di parlare con il proprio pc attraverso un linguaggio naturale e non con comandi standard come avviene oggi.
Interessante, ma cosa si intende? Facciamo un esempio: per cercare un Hotel in rete, bastera' dire al proprio pc o al proprio telefonino:"cercami una camera doppia in hotel a New York sulla Fifth, dal 5 al 10 Dicembre". Il pc cerchera' l'Hotel su Google, ne confrontera' la posizione su GMaps, tramite il sito dell'Hotel verifichera' la disponibilita' della sistemazione e infine, ci presentera' le soluzioni prenotabili.
Si tratterebbe quindi di sistemi in grado finalmente di rispondere a richieste complesse. Non e' difficile immaginare che sono gia' molte le realta' aziendali al lavoro su questa sfida. Google sperimenta continuamente sistemi che le consentano di sfruttare al meglio l'efficacia degli algoritmi di "page rank". Cavalcando il fenomeno degli User Generated Content, sono allo studio tecnologie (Opine) che permetttano di eastrarre o aggregare recensioni e consigli degli utenti su specifici prodotti cosi' che cercando per esempio un Hotel "dignitoso", la macchina possa restituirci un risultato automatico che non necessiti di ulteriori ricerche per verificare che l'Hotel sia dignitoso di fatto e non perche' nel suo sito web l'algoritmo di ricerca ha trovato questa parola.
Probabilmente, quanto vediamo oggi sono solo i primi passi che dal 2.0 ci porteranno al 2.1 e nonostante il positivo entusiasmo dovra' passare qualche anno perche' si possa iniziare a percepire il vero ed affascinante Web 3.0. Per dire come la penso, mi sento di condividere l'interesse per lo sviluppo di queste possibilita' legate al Web semantico ma difficilmente immagino un web 3.0 slegato da importanti "movimenti di massa" sempre + dimostrazione di una diffusa intelligenza collettiva organica.
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