Visualizzazione post con etichetta ROI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ROI. Mostra tutti i post

venerdì 5 giugno 2009

Pubblicita' gratis..o quasi con il CPF: COST PER FEEDBACK

Qualche giorno fa Mike Maser, chief strategy officer in Digg, ha annunciato attraverso le pagine del suo blog, la nuova piattaforma pubblicitaria Digg Ads. Gli annunci pubblicitari saranno inseriti direttamente tra i contenuti presenti su Digg e postati dagli utenti e potranno esser foto, video trailer, potranno condurre a storie, recensioni di prodotti indipendenti esattamente come molti degli stessi contenuti che potete vedere su Digg ogni giorno ma ovviamente saranno marcati con chiarezza come sponsorizzati.
Sin qui niente di particolarmente nuovo... La novita' interessante e' che piu' l'annuncio sara' cliccato e meno costera' all'inserzionista. Si, avete letto bene. Se la tua pubblicita' piace, e' rilevante, ingaggia la base utenti...probabilmente verra' premiata da un maggior numero di clicks ecco, in tal caso tu inserzionista beneficerai 2 volte del successo del tuo adv: il primo perche' otterrai un CTR piu' alto e dunque maggiori accessi, il secondo perche' il vantaggio di un costo descrescente legato al gradimento potrai inserire un moltiplicatore nella formula di calcolo del ROI.
L'ho battezzato CPF: COST PER FEEDBACK, chissa' che il mercato non arrivi a denominarlo davvero cosi' ;D. Devo dire che mi sembra un modello interessante anche perche' in qualche modo "ingaggia" l'azienda in un maggior sforzo all'adattamento del contenuto pubblicitario al contesto ed al linguaggio tipico di quell'ambiente ed inoltre rende maggiormente coscienti gli investitori del valore del rispetto e della credibilita' che ogni giorno in ogni azione bisogna guadagnarsi presso l'audience.

Provocazione: cosa succederebbe se questo modello di "cost per feedback" venisse applicato agli spot Tv tramite voto con telecomando? ...sono certo che ne vedremmo delle belle ;)

mercoledì 8 aprile 2009

European Advertising Market - Marketing directors & Media Buyers Survey by Credit Suisse

Vi interessa sapere quali sono le prospettive del mercato adv in Europa? quali i trends dei principali media? quali le opinioni di direttori marketing e media buyers? Questo report di Credit Suisse vale certamente 15 minuti della vostra attenzione!

Mi permetto di riportare un estratto delle evidenze che ho trovato più interessanti e sulle quali riflettere:
”Internet continues to grow at the expense of TV, Print, Radio and Outdoor, even in the downturn. Some investors argue these structural issues are widely recognised and priced in. We disagree: the overwhelming response pointed to almost an acceleration of this trend, and our profitability analysis shows Media operating margins in general have yet to feel the pain.”

Le cifre evidenziate per cinema, i giornali e la pubblicità esterna sono già piuttosto drammatiche ma, se non fosse sufficiente, i commenti dei direttori marketing (pag. 9) sono:“more focus on new media - interaction with final users.” “We will move more money to online - both display and paid search. We will spend less money in print and auxiliary mediums such as radio and digital TV.” “Internet - +20% (paid search but also significant uplift in natural search engine optimisation programmes).”

Il ROI era e sara' ancora di piu' priorita' per i media buyers che definiscono senza mezzi termini come the Losers: Print (-11%), Radio (-9%) and Outdoor (-8%).

Ulteriori commenti significativi da parte dei buyers sono:”Again, a big focus on ROI and correspondingly the Internet as an increasingly effective medium”, “More focus in online”, “Digital is now gaining critical mass in a lot of markets, and this, coupled with the transparency of the medium, means we will be focusing more and more on digital”, “Economic recession causes decrease in advertising expenditure, forcing us to allocate our resources in different and more effective media.““Internet is increasing penetration and, most of all, time spent on medium.”

Potete scaricare il report qui

lunedì 7 aprile 2008

WOM e Buzz Marketing

Settimana scorsa ho partecipato ad un corso/incontro/ognuno lo vive come gli pare, dedicato al Word of Mouth ed al Buzz Marketing. Il corso, organizzato da Reed Business, e' stato molto interessante e nel complesso ben organizzato. Tra i relatori + efficaci: Bernard Cova (bravo e divertente), Justin Kirby, Dario D'Aprile (Fox) e Gianandrea Facchini.
Piuttosto che dilungarmi ora sui diversi interventi, preferisco in questo momento lasciarvi la mia impressione sul fenomeno. Il WOM e' qualcosa di importante, potente che presto non si potra' tenere in considerazione nel "fare comunicazione" ma soprattutto nel fare del buon marketing. E' oramai noto a tutti quanto relazione, fiducia e coinvolgimento siano la base del nuovo comunicare online e di tutto il fenomento 2.0. Ecco, comprendere bene queste dinamiche, rispettarle e sapervi giocare in modo corretto ma efficace saranno elementi strategici per le aziende.
Purtroppo oggi i metodi di misurazione dell'efficacia del Wom e del Buzz sono ancora in sviluppo e le metriche di misurazione dell'efficacia dell'investimento (ROI) cui le aziende sono tanto attente e troppo legate, non permette facili valutazioni del ritorno dell'investimento. Alcune sono per esempio:
  • Time to Marketing information: tempo tra esecuz. azione e dsponibilita' dei dati post campagna;
  • Customer Satisfaction: relazione tra monitoriaggio dei social media e le attivita' di analisi e la loro implementazione;
  • Actionable Insights: leva che copre sia aspetti qualitativit che quantitativi delle azioni suggerite dall'analisi dei social media;
  • Early Warning: monitorare i social media per accorgersi e poter intervenire tempestivamente su eventuali voci che si diffondono in rete e controllarne impatto sul business.
A proposito di metriche vi invito a visitare il sito Groundswell ed in particolare a leggere l'art. di Charlene Li (c'era anche lei al convegno!) dal titolo:"New ROI of Blogging" del quale riporto qui una tabella:



In fin dei conti, metriche a parte, emerge chiaramente che per agire oggi su tale leva, piu' che soldi serve coraggio. Si, il coraggio di osare, il coraggio di testare azioni, di sperimentare per capire... non pensate che scherzi, e' cosi'. E' necessario ritagliare piccoli budget e testare azioni che stimolino il wom o il buzz e non aver pero' la frenesia spesso incontrollabile di chieder conto dopo magari un mse dei risultati, al professionista che ci assiste per tali attivita'. Certo, la famosa resa dei conti verra' ma questi sono fenomeni che richiedono tempo e che basano la loro efficacia sugli strumenti che diamo agli utenti per parlare del nostro prodotto.. e non mi riferisco alle promozioni ma alla storia di cui il nostro prodotto deve vivere nella mente e nelle parole del consumatore che solo cosi' avra' argomenti per diffondere il nostro verbo e trasformare in valanga la piccola pallina di neve che abbiamo mosso.
Un ultimo consiglio: prima di approciare il Wom, ponetevi queste domande...
  • qual'e' il mio obiettivo?
  • quale beneficio mi aspetto?
  • Quali parametri misurero'? e come, con quali strumenti?
  • qual'e' il costo atteso per raggiungere l'obiettivo?
Buon Word of Mouth a tutti ;)